Sviluppatori di GTA 6 accusano Rockstar di crunch e problemi salariali
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1 luglio 2026

Sviluppatori di GTA 6 accusano Rockstar di crunch e problemi salariali

Diversi sviluppatori di GTA 6 presso Rockstar Games accusano l'azienda di normalizzare il crunch e di offrire compensi incoerenti. Le accuse emergono proprio mentre il Rockstar Game Workers Union chiede il riconoscimento formale e la direzione accetta di avviare discussioni. Secondo le segnalazioni, queste tensioni persistono negli ultimi mesi prima dell'uscita, nonostante i miglioramenti precedenti.

La richiesta sindacale fa emergere le testimonianze dello staff

Il Rockstar Game Workers Union ha presentato una richiesta formale di riconoscimento un giorno prima del report, spingendo Rockstar a fissare dei colloqui. Membri dello staff britannico attualmente in servizio hanno poi descritto decisioni della direzione che hanno inciso sulla fase finale dello sviluppo. Queste rivelazioni seguono anni di cambiamenti riportati dopo le intense ore di straordinario viste nei titoli precedenti.

Le pratiche di crunch variano da team a team

Sviluppatori di GTA 6 accusano Rockstar di crunch e problemi salariali

Secondo quanto riportato, alcuni team lavorano ancora in regime di crunch mentre altri no, a causa della struttura compartimentata dello studio. Le condizioni estreme di GTA V e Red Dead Redemption 2 avevano portato a riforme precedenti che lo staff aveva inizialmente apprezzato. In seguito, grazie alle pressioni sindacali, i dipendenti hanno potuto scegliere di applicare i limiti britannici sulle ore extra settimanali senza incontri obbligatori con le risorse umane.

Preoccupazioni su compensi e politiche di lavoro

I bonus sono descritti come fluttuanti senza una spiegazione chiara e al di sotto degli standard di settore, mentre il divario salariale di genere si sarebbe ampliato dopo la fine delle iniziative collegate. Secondo le fonti, sono stati ridotti anche i benefit per il turno di notte. Gli aumenti salariali di ottobre sono arrivati sotto la pressione sindacale, ma la flessibilità del lavoro da remoto resta limitata ai dirigenti nonostante le promesse precedenti.

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